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STAZIONI DI OZONO OZY CLEAN, LA DISINFEZIONE AD ALTA EFFICIENZA PER PISCINE PRIVATE - SEMI PUBBLICHE - PUBBLICHE
La disinfezione delle acque Per disinfezione si intende l’insieme delle operazioni finalizzate ad eliminare – o comunque a rendere inoffensivi – i microrgansmi patogeni, quali batteri, virus, muffe, funghi, rickettsie e protozoi, presenti in un determinato ambiente. Oltre all’eliminazione di questi organismi, obiettivo della disinfezione è quello di evitare la ricontaminazione limitando le possibilità di sopravvivenza e di crescita. Prima di procedere alla disinfezione è sempre necessario effettuare analisi ambientali al fine di individuare con precisione la specie inquinante e di determinare la conta microbiologica: il biologo procederà pertanto ad eseguire dei tamponi sulle superfici sospettate di inquinamento. Solo dopo aver determinato quantitativamente e qualitativamente una o più specie microbiologiche si può scegliere il miglior prodotto e la migliore metodologia disinfettante. I prodotti normalmente utilizzati per la disinfezione appartengono alla classe dei cloro attivi e dei sali d’ammonio. La disinfezione è particolarmente importante negli ambienti pubblici dato l’elevato numero di persone a stretto contatto per diverse ore, situazione che potenzialmente facilita il diffondersi delle malattie. Tutti gli ambienti necessitano di misure di disinfezione, anche se per alcuni luoghi è particolarmente importante prendere misure preventive: sono gli ambienti frequentati dai bambini, come ad esempio gli asili nido, o da persone fisicamente debilitare, come gli ospedali. Fondamentale per la sanificazione negli ambienti poi è l’eliminazione della polvere e degli acari: la polvere infatti, oltre che essere causa di allergie, può essere ricettacolo di batteri e germi. I sistemi di disinfezione sono sostanzialmente di due tipologie: fisici e chimici. Tra i primi, l’uso dell’acqua bollente, dell’aria calda, del fuoco, dei raggi ultravioletti, ecc. I mezzi chimici comprendono invece i vari tipi di disinfettanti. Un capitolo a parte riguarda le procedure di disinfezione applicata alle acque (ad esempio nelle piscine). La disinfezione chimica, che impiega l’ipoclorito di sodio e il biossido di cloro, è quella da sempre usata a questo scopo. La loro azione sterilizzante agisce soprattutto sulla superficie delle cellule batteriche ed è scarsamente attiva su virus, muffe e spore. Tuttavia, alcuni microorganismi hanno da tempo sviluppato una resistenza ad alcune sostanze disinfettanti, pregiudicando così l’effetto battericida. E’ stato calcolato che entrando in una piscina un bagnante disperde da 300 a 400 milioni di batteri, ma anche 0,5 grammi di materiali organici sotto forma di piccole particelle di pelle, di grasso, di sudore, di saliva e di urina. Con la depurazione attraverso il metodo tradizionale, quello che utilizza i composti del cloro, tutto questo materiale organico reagisce con il cloro stesso formando composti, le clorammine, irritanti per gli occhi e le mucose, causa di cattivo odore e soprattutto ad azione cancerogena e teratogena. Un altro rischio collegato ai mezzi chimici di disinfezione è quello del sovradosaggio dei disinfettanti. Essi, dispersi nell’acqua tramite pompe dosatrici, possono essere rilasciati in quantità eccessiva nel caso il sistema di dosaggio di tipo meccanico non sia mantenuto regolare. I sistemi di disinfezione chimica inoltre sono altamente corrosivi e necessitano pertanto di particolari misure per preservare la salute di chi vi opera a contatto. Altro neo della disinfezione chimica è che essa non è efficace su tutto lo spettro degli agenti microbiologici; i costi di funzionamento sono – infine – piuttosto elevati. Dopo diversi anni di studi si è capito che il modo più efficace per disinfettare l’acqua senza l’impiego di sostanze costose e potenzialmente dannose per l’ambiente e per l’uomo è l’impiego di una frazione della luce solare, i cosiddetti raggi ultravioletti in banda C (UV-C: lunghezza d’onda 200-280 nanometri). I raggi UV-C sono in grado in pochi secondi di distruggere gli agenti patogeni impedendone la moltiplicazione. L’azione di questi raggi è efficace sui batteri, sui virus, sulle spore, sui lieviti, sulle muffe, sulle alghe e sulle uova di nematodi. La disinfezione tramite ozono Una metodologia di disinfezione particolarmente innovativa – già ampiamente impiegata all’estero, soprattutto negli USA, ma ancora poco attuata in Italia – è costituita dall’utilizzo di un gas, l’ozono. Il ritardo in cui l’Italia si trova ad operare nel settore della disinfezione delle acque balneabili è dovuto ad una legislazione vecchia di trent’anni che non ha ancora recepito le norme europee relative alle acque di superficie. Per questo motivo oggi il sistema più usato rimane il cloro, nonostante esso sia tossico e non fornisca, alle concentrazioni permesse, una protezione sufficiente. L’ozono è noto a tutti per essere il componente di quel sottile strato gassoso indispensabile per l’esistenza della vita sulla Terra: esso infatti assorbe le radiazioni ultraviolette emesse dal sole che sarebbero letali per gli organismi viventi sul pianeta. L’ozono è una forma cosiddetta allotropica dell’ossigeno: una molecola di ossigeno stabile in condizioni normali viene divisa in due atomi liberi di ossigeno che non essendo stabili si legano ad un’altra molecola di ossigeno formando l’ozono, costituito dunque da tre atomi di ossigeno. I primi esperimenti di impiego di ozono per la disinfezione risalgono addirittura all’Ottocento, anche se i primi impianti a ozono per la depurazione dell’acqua delle piscine vengono costruiti negli anni ’50. Oggi sono più di 2000 le piscine europee depurate ad ozono. A differenza degli altri metodi di disinfezione, l’ozono è in grado di migliorare tangibilmente la qualità dell’acqua rendendola pura sotto ogni aspetto, estraendo tra l’altro le clorammine che, come detto, si formano dalla reazione tra composti organici ed il cloro, ed agendo contro la moltiplicazione di batteri e virus. Inoltre l’ozono si decompone durante l’impiego formando ossigeno naturale; pertanto l’acqua di una piscina depurata con ozono è cristallina, inodore e insapore e non necessita di correzioni del pH perché, a differenza del cloro, l’ozono non ne altera i valori di acidità/basicità. L’uso dell’ozono riduce la manutenzione delle vasche: se l’acqua trattata con cloro tende infatti ad invecchiare – tanto che è necessario aggiungere periodicamente acqua “fresca” – quella trattata con ozono viene automaticamente ossigenata ad ogni trattamento. Il ciclo di produzione dell’ozono è ecologico: esso viene infatti creato dall’ossigeno presente nell’aria e, dopo aver depurato l’acqua, ritorna ad essere ossigeno senza provocare nessun tipo di inquinamento. L’ozono per sua natura è un gas molto instabile e pertanto non può essere immagazzinato: deve essere prodotto direttamente nel luogo e nel momento del suo utilizzo. Il sistema di depurazione dell’acqua tramite ozono è molto semplice e di facile installazione sia su piscine nuove, sia su impianti in via di realizzazione. E’ costituito da tre parti: un primo blocco prepara l’ossigeno alla sua trasformazione in ozono, un secondo blocco genera l’ozono, mentre il terzo blocco è quello in cui avviene la miscelazione dell’ozono con l’acqua e dunque la vera e propria disinfezione dell’acqua. Il risultato è una depurazione totale e completa, oltre che un miglioramento sensibile della qualità stessa dell’acqua, senza che il procedimento di sanificazione abbia la minima conseguenza sugli utilizzatori dell’acqua stessa. STAZIONI AUTOMATICHE PER PISCINE PRIVATE Dotazione
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